Modifica alla definizione agevolata delle controversie tributarie

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Novità alla definizione agevolata delle controversie tributarie: Il Decreto fiscale è Legge

Le controversie tributarie in cui è parte l’Agenzia delle entrate, aventi ad oggetto atti impositivi, pendenti in ogni stato e grado del giudizio, possono essere definite col pagamento di un importo pari al valore della controversia.

Il D.L. n. 119 del 2018 recante “disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria” è stato convertito in Legge lo scorso 13 dicembre 2018. In sede di conversione sono state apportate tra le altre modifiche all’art. 6 rubricato “Definizione agevolata delle controversie tributarie”.

In particolare, è stato aggiunto all’art. 6 il comma 1-bis il quale prevede che, in caso di ricorso pendente in primo grado di giudizio, la controversia può essere definita col pagamento del 90% del valore della controversia.

Inoltre, le percentuali indicate nel Decreto sono state ridotte al 40% (anziché 50% nel testo originario del D.L.) in caso di soccombenza in primo grado dell’Amministrazione finanziaria ed al 15% (anziché 20% nel testo originario del D.L.) se la soccombenza dell’Amministrazione avviene in secondo grado.

Tale percentuale si riduce al 5% in caso di soccombenza dell’Agenzia delle entrate innanzi la Corte di Cassazione e nei precedenti gradi di giudizio.

Si legge ancora al nuovo comma 2-bis del citato art. 6 che in caso di soccombenza ripartita tra contribuente ed Agenzia delle entrate, l’importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni è dovuto per intero relativamente alla parte di atto confermata dalla pronuncia giurisdizionale e in misura ridotta, secondo le percentuali sopra indicate, per la parte di atto annullata.

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